Si è chiusa con la cronometro di oggi di San Benedetto del Tronto la 55ª edizione della Tirreno-Adriatico, che ha visto l’Androni Giocattoli Sidermec buona protagonista nel corso delle otto tappe.

A fare il punto sulla corsa World Tour per i campioni d’Italia è il team manager Gianni Savio: «Siamo riusciti a reagire alle avversità, dopo aver perso tre corridori per una serie di infortuni. Abbiamo indossato la maglia bianca con Nicola Bagioli e ottenuto discreti risultati con Luca Pacioni e Davide Gabburo. Soprattutto, correndo sempre all’attacco per “centrare” la fuga di giornata, siamo stati protagonisti nelle varie tappe, dimostrando lo spirito tenace e determinato della squadra, offrendo così una grande visibilità ai partner che ci sostengono».

Kevin Rivera, Nicola Bagioli e Luca Pacioni sono stati i tre corridori costretti a fermarsi a causa di problemi gastrointestinali. La sfortuna ha colpito anche lo svizzero Simon Pellaud, vittima di una caduta nella 3ª tappa di Saturnia, ma bravo e coraggioso a stringere i denti, nonostante i problemi alla schiena, e a finire la corsa. Proprio Pellaud era stato tra gli attaccanti nel primo giorno di gara, così come nella giornata di sabato con l’arrivo di Senigallia, dove l’Androni Giocattoli Sidermec aveva addirittura piazzato due corridori nell’azione di giornata grazie alla presenza all’attacco pure di Josip Rumac.

Le restanti frazioni hanno proposto Restrepo all’attacco nella frazione di Sassotetto e Gabburo bravo all’attacco verso Cascia e sempre pimpante nelle fasi finali di corsa, come successo a Senigallia (top-15 per lui) e a Loreto. Anche Luca Pacioni, prima del ritiro, aveva colto un bell’8° posto nella volata di gruppo di Follonica in mezzo ai big della corsa.

A bilancio della Tirreno-Adriatico, vinta dal britannico Simon Yates, resta poi per i campioni d’Italia la maglia bianca dei giovani di Nicola Bagioli. Il valtellinese l’ha indossata per un giorno dopo la bella azione nella frazione di Follonica e prima che i problemi fisici lo costringessero al ritiro.