Si aggiunge un partner tecnico importante nel team Androni Giocattoli Sidermec. Da qualche settimana, infatti, i campioni d’Italia usufruiscono di Polyter Evo, l’elettromedicale portatile fornito da EME®. L’azienda, che ha sede a Pesaro, è una delle più qualificate nel settore e da oltre 35 anni produce apparecchiature elettromedicali. Un made in Italy importante per Androni Giocattoli Sidermec che con EME ha trovato un partner già legato a doppio filo al ciclismo di alto livello con diversi team World Tour e con la Federazione Ciclistica Italiana.
In dotazione a Masnada e compagni ci sono due nuovissimi dispositivi che combinano versatilità e tecnologia e che sono già stati utilizzati durante l’ultimo Giro d’Italia ricco di grandi soddisfazioni. Polyter Evo è in un unico strumento tecar, laser, magnetoterapia, ultrasuoni e elettroterapia. Si tratta di una soluzione all’avanguardia per il recupero dei corridori così come per il trattamento delle lesioni. A spiegare nel dettaglio i benefici di Polyter Evo è il dottor Andrea Giorgi, uno dei due medici, assieme a Maurizio Vicini, del team Androni Giocattoli Sidermec: «Il ciclismo è uno sport itinerante dove gli spazi e i tempi per curare gli atleti sono sempre più ristretti. Polyter Evo è il prodotto ideale perché coniuga la miglior tecnologia strumentale fisioterapica con le esigenze del ciclismo. Le diverse metodiche di Polyter Evo sono un ottimo ausilio per il trattamento delle patologie muscolo-scheletriche sia traumatiche che da overuse che possono colpire il ciclista. Inoltre Polyter Evo, grazie alla funzione Tecar, coadiuva l’attività del massaggiatore con il risultato di un miglior recupero post gara».
Soddisfatto della nuova partnership anche Marco Bellini, responsabile sponsor e marketing di Androni Giocattoli Sidermec: «Avere a disposizione gli strumenti di un’azienda di qualità ed esperienza nel settore come EME, che affianca altri team di primissimo livello nel ciclismo professionistico, ci fa enormemente piacere. Sappiamo di poter supportare al meglio i nostri corridori».