Sta bene, è già in bicicletta verso il pieno recupero e il ritorno alle gare. Per Jefferson Cepeda la caduta e la conseguente frattura al polso sinistro alla Vuelta al Tachira sono già fortunatamente un ricordo. Il giovane talento ecuadoriano dell’Androni Giocattoli Sidermec, che avrebbe dovuto partecipare al Tour de Langkawi scattato oggi (con il 9° posto di Pacioni per i campioni d’Italia), sta lavorando al caldo del suo paese per ritornare presto alle gare, dopo quanto di buono aveva lasciato vedere al debutto in Venezuela.

A parlare del 21enne sudamericano è il team manager dell’Androni Giocattoli Sidermec Gianni Savio, che dopo aver seguito a lungo il corridore nella scorsa stagione lo ha fatto debuttare con i professionisti in questo 2020: «Alla Vuelta Tachira nella penultima tappa con arrivo in salita al Cerro del Cristo, e quindi decisiva per la classifica finale, Jefferson aveva staccato il leader nel penultimo strappo e aveva iniziato l’ultima discesa con una ventina di secondi di vantaggio. Certamente avrebbe potuto giocarsi il successo, non tanto nella tappa – vinta dal nostro Kevin Rivera – quanto nella classifica finale, visto che si trovava al terzo posto. Purtroppo per la caduta e la “fessura” riscontrata al polso è stato costretto al ritiro».

Savio parla, poi, nello specifico delle qualità del corridore: «In salita mi ha decisamente impressionato e ai giornalisti presenti al Tachira dissi di prendere nota del suo nome. Nell’enfasi tipica sudamericana, qualcuno mi chiese se intendevo paragonarlo a Egan Bernal. Risposi subito di no, poiché di Egan ne nasce uno ogni vent’anni. Però feci un accostamento con Ivan Sosa, al quale assomiglia fisicamente. Mi sento di affermare che Jefferson Cepeda diventerà un forte scalatore. Spiace davvero non averlo potuto schierare al Langkawi, perché sono convinto che sulla salita di Genting sarebbe stato protagonista. Verrà in Italia a marzo e decideremo a quali corse presentarlo».